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IL SALUTO (REI)

All'inizio della lezione
Ritsurei - saluto in piedi

Zarei - saluto in posizione inginocchiata
Shizen ni rei: il saluto rivolto al kami, solitamente lo spirito (o gli spiriti) protettore del dōjō, dell'altare o degli antenati, concetti chiaramente legati alla tradizione scintoista
Shōmen ni rei: il saluto allo shōmen, ossia il lato anteriore del dojo, nome alternativo a kamiza
Sensei ni rei: il saluto al maestro
Otagai ni rei: il saluto reciproco che simboleggia l'unità ed esprime il rispetto che si deve agli altri

Mokusō: meditazione nel più profondo silenzio per consentire il raggiungimento dell'armonia e della concentrazione; uno degli elementi essenziali di questa cerimonia si esprime nell'immobilità fisica e nel silenzio, che permettono di spogliarsi delle proprie preoccupazioni e di farsi ricettivi agli insegnamenti impartiti dal maestro

All'inizio della pratica a coppie (kamae, kata...)
Onegai shimasu (si pronuncia "onegai scimas")

Alla fine della pratica a coppie
Domo arigato gozaimashita (si pronuncia "domo arigatò gosaimascità")


GUARDIE (KAMAE)  

Seigan (no kamae)

Migi Gedan (no kamae)

Hidari Gedan (no kamae)

(Hidari) Jodan (no kamae)

Migi Jodan (no kamae)

Chudan (no kamae)

In no kamae

Ko Gasumi (no kamae)

Te Ura Gasumi (no kamae)

O Gasumi (no kamae)

Sha no kamae

Shin no kamae

Torii (no kamae)

Waki kamae

Suwari Gedan (no kamae)

Kote Age

Kesa Giri