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ASD Shizen

DOJO

il luogo [jō] dove si segue la via [dō]

IL NOSTRO DOJO

Il nostro dojo è situato all'interno del complesso delle scuole Bossi a Busto Arsizio (VA), ingresso in via Dante n° 5, seguite l'insegna JUDO in fondo al cortile e scendete le scale.

Le lezioni si tengono tutti i Martedì e i Giovedì dalle ore 20.30 alle 22.00.

Una sabato pomeriggio al mese, l'Associazione Italiana Katori Shinto Ryu organizza un allenamento a Milano a cui tutti i nostri allievi sono invitati a partecipare.

 

COS'È UN DOJO

Il termine Dōjō ( 道場 ) indica il luogo dove si svolgono gli allenamenti alle arti marziali. Etimologicamente significa "luogo [] dove si segue la via []".

In origine il termine, ereditato dalla tradizione buddhista cinese, indicava il luogo in cui il Buddha ottenne il risveglio e per estensione i luoghi deputati alla pratica religiosa nei templi buddhisti.
Il termine venne poi adottato nel mondo militare e nella pratica del bujutsu, che durante il periodo Edo fu influenzata dalla tradizione Zen, perciò è a tutt'oggi diffuso nell'ambiente delle arti marziali.

 

Nel budō il dojo è lo spazio in cui si svolge l'allenamento ma è anche simbolo della profondità del rapporto che il praticante instaura con l'arte marziale; tale ultimo aspetto è proprio della cultura buddhista cinese e giapponese, che individua il dojo quale luogo dell'isolamento e della meditazione.

I dojo erano spesso piccoli locali situati nelle vicinanze di un tempio o di un castello, ai margini delle foreste, in modo tale che i segreti delle tecniche venissero più facilmente preservati. Con la diffusione delle arti marziali sorsero numerosi dojo che venivano in molti casi considerati da maestri e praticanti una seconda casa; abbelliti con lavori di calligrafia e oggetti artistici preparati dagli stessi allievi, essi esprimevano appieno l'atmosfera di dignità che vi regnava; talvolta su una parete veniva posto uno scrigno, simbolo che il dojo era dedicato ai più alti valori e alle virtù del dō, non soltanto all'esercizio fisico. In altri dojo si trovavano gli altari detti kamiza (sede degli dei), riferiti non a divinità ma al ricordo di un grande maestro defunto. Il dojo rappresenta un luogo di meditazione, concentrazione, apprendimento, amicizia e rispetto, è il simbolo della "via" dell'arte marziale.

In Occidente questo termine viene impropriamente tradotto in palestra e inteso unicamente come spazio per l'allenamento, mentre nella cultura orientale il dojo è il luogo nel quale si può raggiungere, seguendo la "via", la perfetta unità tra zen (mente) e ken (corpo) e, quindi, il perfetto equilibrio psicofisico, massima realizzazione della propria individualità. Il dojo è la scuola del sensei (maestro): egli ne rappresenta il vertice e sue sono le direttive e le norme di buon andamento della stessa; oltre al maestro ci sono altri insegnanti, suoi allievi, e i senpai (allievi anziani di grado) che svolgono un importante ruolo: il loro comportamento quotidiano rappresenta l'esempio che deve guidare gli altri praticanti; quando un senpai non si cura del proprio comportamento diventa un danno per tutta la scuola.

Nessun allievo avanzato prende dal dojo più di quanto esso non dia a sua volta: il dojo non è semplice spazio ma anche immagine di un atteggiamento, i dojo della "via" si differenziano in questo aspetto dai normali spazi sportivi: l'esercizio fisico può anche essere il medesimo ma è la ricerca del giusto atteggiamento che consente di progredire. L'allievo entra nel dojo e deve lasciare alle spalle tutti i problemi della quotidianità, purificarsi la mente e concentrarsi sull'allenamento per superare i propri limiti e le proprie insicurezze, in un costante confronto con sé stesso.

Il dojo è come una piccola società, con regole ben precise che devono essere rispettate. Quando gli allievi indossano il keikogi diventano tutti uguali; la loro condizione sociale o professionale viene lasciata negli spogliatoi, per il maestro essi sono tutti sullo stesso piano. Si apprende con le tecniche una serie di norme, che vanno dalla cura della persona e del keikogi (che mostra solo l'emblema della scuola), al fatto di non urlare, non sporcare, non fumare, non portare orecchini o altri abbellimenti (per evitare di ferirsi o di ferire), al fatto di comportarsi educatamente sino all'acquisizione dell'etica dell'arte marziale che discende da quella arcaico-feudale dei samurai: il bushido o "via del guerriero".

Il coraggio, la gentilezza, il reciproco aiuto, il rispetto di se stessi e degli altri sono dettami che entrano a far parte del bagaglio culturale dell'allievo. Nel dojo non si usa la violenza: non per nulla le arti marziali enfatizzano la forza mentale e non quella fisica, condannata prima o poi ad affievolirsi.

Si entra e si esce dal dojo inchinandosi: un segno di rispetto verso l'arte del ringraziamento per tutto ciò che di valido essa ha offerto. Anticamente nel dojo veniva eseguito il rito del soji (pulizia): gli allievi, usando scope e strofinacci, pulivano l'ambiente, lasciandolo in ordine per i successivi allenamenti. Tale gesto è il simbolo della purificazione del corpo e della mente: i praticanti si preparano ad affrontare il mondo esterno con umiltà, dote necessaria per apprendere e per insegnare l'arte marziale.

 

COME È FATTO UN DOJO

Ogni lato del dojo ha una nome e una funzione specifica:

  • Kamiza - lato nord: è il lato d’onore del tatami dove siedono i sensei ed è anche chiamato Shomen. Su questo lato si possono trovare l’immagine del fondatore, del soke o del maestro, il simbolo della scuola o un altarino shintoista [kamidana].
    Virtù: Capacità intuitiva. Elemento: Acqua.
     
  • Shimoza - lato sud: all'opposto si siedono gli allievi, disposti dal grado più alto, posto più a destra volgendo lo sguardo alla Kamiza, andando progressivamente a descrescere fino all’allievo più giovane nella pratica posto più a sinistra.
    Virtù: Intelletto razionalità. Elemento: Fuoco.
     
  • Joseki - lato est: è il lato riservato ai gradi superiori e agli ospiti che visitano il Dojo. La posizione a est nella direzione ove sorge il sole ricorda che chi risiede su questo lato è illuminato prima di coloro che risiedono sul lato opposto.
    Virtù: Virtù e carità. Elemento: Legno.
     
  • Shimoseki - lato ovest: è il lato riservato ai principianti della pratica. Il lato ovest “dove il sole tramonta”, ci indica che il calare del sole illumina per ultimo questo lato del tatami.
    Virtù: rettitudine. Elemento: Metallo.